{"id":15639,"date":"2026-09-17T18:15:18","date_gmt":"2026-09-17T16:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/consultoriaehero.com\/?p=15639"},"modified":"2026-09-17T18:41:08","modified_gmt":"2026-09-17T16:41:08","slug":"aliquote-iva-alimenti-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/aliquote-iva-alimenti-italia\/","title":{"rendered":"Aliquote IVA sugli alimenti in Italia nel 2026"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>IVA sugli alimenti in Italia nel 2026<\/strong> ha quattro scaglioni: il <strong>4&nbsp;%<\/strong> per pane, pasta, latte fresco, burro, formaggi, frutta, verdura e olio d&#8217;oliva; il <strong>5&nbsp;%<\/strong> per i tartufi freschi e alcune erbe aromatiche fresche; il <strong>10&nbsp;%<\/strong> per carne, pesce, uova, yogurt, zucchero, prodotti di pasticceria e il cibo servito in bar e ristoranti; e il <strong>22&nbsp;%<\/strong>, l&#8217;aliquota ordinaria, per ci\u00f2 che non figura in nessuno di questi elenchi, come vino, caff\u00e8 tostato, birra o acqua minerale.<\/p>\n<p>Gli elenchi sono nella <em>tabella A<\/em> del decreto del Presidente della Repubblica 633\/1972: la parte II \u00e8 il 4&nbsp;%, la parte II-bis il 5&nbsp;% e la parte III il 10&nbsp;% (articolo 16). Questo testo \u00e8 in vigore fino al 31 dicembre 2026; dal 1\u00ba gennaio 2027 lo sostituisce il <em>testo unico<\/em> dell&#8217;IVA (decreto legislativo 10\/2026), che mantiene le quattro aliquote e rinumera gli elenchi. Le aliquote generali e i comuni che restano fuori dall&#8217;IVA italiana sono nella nostra scheda su <a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/iva-in-italia\/\">IVA in Italia nel 2026<\/a>; qui trovi il dettaglio alimento per alimento.<\/p>\n<h2 id=\"tabla\">Quale IVA si applica a ciascun alimento in Italia<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Alimento o servizio<\/th>\n<th>IVA<\/th>\n<th>Tabella A (DPR 633\/1972)<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Pane e altri prodotti di panetteria ordinaria, senza zucchero, miele, uovo o formaggio aggiunti<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pasta alimentare, cracker e fette biscottate<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Farine e semole di grano, mais e segale<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Latte fresco non concentrato n\u00e9 zuccherato, confezionato per la vendita al dettaglio e pastorizzato o trattato secondo la normativa sanitaria<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Burro e formaggi (<em>burro, formaggi e latticini<\/em>)<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ortaggi freschi, refrigerati, secchi, cotti o congelati, tranne i tartufi<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 5 e 6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Legumi secchi<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Frutta fresca o secca, e quella cotta o congelata senza zuccheri aggiunti<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Olio d&#8217;oliva e oli vegetali alimentari; margarina<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 13 e 14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pomodori pelati e conserve di pomodoro<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 16<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pasti nelle mense aziendali, scolastiche e per persone indigenti<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II, n. 37<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Basilico, rosmarino e salvia freschi; origano in rametti o sgranato<\/td>\n<td><strong>5&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II-bis, n. 1-bis<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tartufi freschi o refrigerati<\/td>\n<td><strong>5&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte II-bis, n. 1-quater<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Carne fresca, congelata, salata, secca o affumicata; insaccati e conserve di carne, escluse quelle di fegato d&#8217;oca o d&#8217;anatra e quelle di selvaggina<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 3 a 6, 55 e 56<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pesce fresco o congelato; crostacei e molluschi salvo astice, aragosta e ostriche; conserve di pesce salvo il caviale<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 10-bis e 58<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uova<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Yogurt, kefir e latti fermentati; latte conservato, concentrato o zuccherato; panna<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 11 a 13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Miele e zucchero<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 16 e 59<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Caramelle e cioccolato in confezione ordinaria (carta, cartone, plastica, latta, alluminio o vetro comune)<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 62 e 64<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Prodotti di pasticceria, dolci e biscotti; cereali da colazione soffiati o tostati<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 67 e 68<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Conserve vegetali, marmellate e frutta candita<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 69 a 74<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>T\u00e8, mate e spezie; caff\u00e8 solubile ed estratti di caff\u00e8<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 24, 25 e 76<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Salse, zuppe e brodi preparati; altre preparazioni alimentari, compresi gli integratori alimentari della voce 2106<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 78 e 80<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cibo e bevande serviti in bar, ristoranti, catering o distributori automatici<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>parte III, n. 121<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Vino<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>non figura negli elenchi delle aliquote ridotte<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Birra e acqua minerale<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>fuori dalle aliquote ridotte ai sensi dell&#8217;art. 5.3 del decreto-legge 261\/1990<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Caff\u00e8 tostato, in grani o macinato<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>non figura negli elenchi (solo gli estratti)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cioccolato e caramelle in confezione di lusso<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>fuori dalla parte III, n. 62 e 64<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Astice, aragosta, ostriche e caviale<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>esclusi dalla parte III, n. 10-bis e 58<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cibo per cani e gatti confezionato per la vendita al dettaglio<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<td>escluso dalla parte III, n. 91<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p><em>Aliquote verificate il 17 settembre 2026 contro l&#8217;articolo 16 e la tabella A del DPR 633\/1972 nel testo vigente, l&#8217;articolo 5.3 del decreto-legge 261\/1990 e gli articoli 34, 35 e 171 del decreto legislativo 10\/2026, tutti su <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1972-10-26;633\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">normattiva.it<\/a>, e contro la banca dati TEDB della Commissione Europea. La scheda dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/iva-regole-generali-aliquote-esenzioni-pagamento\/norme-generali-e-aliquote-imprese\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Agenzia delle Entrate<\/a> rimanda a questi stessi elenchi.<\/em><\/p>\n<p>Per la birra e l&#8217;acqua minerale, una precisazione sulle fonti: il decreto-legge del 1990 le esclude dalle aliquote ridotte, la TEDB indica che si applica l&#8217;aliquota ordinaria e il <em>testo unico<\/em> che sar\u00e0 in vigore dal 2027 lo dice espressamente nel suo articolo 35.<\/p>\n<p><strong>Tre domande per classificare un alimento in Italia:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>\u00c8 nella parte II della tabella A? Allora va al 4&nbsp;%.<\/li>\n<li>Se no, \u00e8 nella parte II-bis o nella parte III? Allora va al 5&nbsp;% o al 10&nbsp;%.<\/li>\n<li>Se non \u00e8 in nessuna, o la legge lo esclude espressamente, va al 22&nbsp;%.<\/li>\n<\/ol>\n<h2 id=\"hosteleria\">Bar e ristoranti: il 10&nbsp;%, anche per il vino servito<\/h2>\n<p>In Italia il cibo e le bevande serviti \u2014 le <em>somministrazioni di alimenti e bevande<\/em> \u2014 vanno al <strong>10&nbsp;%<\/strong>, anche quando sono serviti tramite distributori automatici o in contratti di catering. La norma non distingue ci\u00f2 che viene servito: <strong>il vino al tavolo va al 10&nbsp;%<\/strong>, anche se la stessa bottiglia in negozio va al 22&nbsp;%. Le mense aziendali, scolastiche e per persone indigenti scendono al 4&nbsp;%.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che il cliente compra da asporto \u00e8 la vendita di un prodotto con la sua propria aliquota: una bottiglia di vino o un pacco di birre vanno al 22&nbsp;%, e i prodotti di pasticceria al 10&nbsp;%. Se gestisci un locale in Italia che combina consumo sul posto e vendita da asporto, verifica con un consulente italiano come separare le righe dello scontrino.<\/p>\n<h2 id=\"dudas\">I casi che generano pi\u00f9 dubbi<\/h2>\n<h3>Pane: l&#8217;uovo o lo zucchero cambiano tutto<\/h3>\n<p>Il 4&nbsp;% \u00e8 per il pane e la panetteria ordinaria <strong>senza zucchero, miele, uovo o formaggio aggiunti<\/strong>. Non appena contiene uno di questi ingredienti diventa panetteria fine, pasticceria o biscotteria, e va al <strong>10&nbsp;%<\/strong>.<\/p>\n<h3>Latte e yogurt: al contrario che in Spagna<\/h3>\n<p>Il latte fresco va al 4&nbsp;% solo se soddisfa tutte le condizioni: non concentrato n\u00e9 zuccherato, confezionato per la vendita al dettaglio e pastorizzato o trattato secondo la normativa sanitaria. Il latte conservato, concentrato o zuccherato va al 10&nbsp;%, cos\u00ec come lo <strong>yogurt e il kefir<\/strong>. In Spagna, invece, il latte fermentato \u00e8 al 4&nbsp;% da dicembre 2024.<\/p>\n<h3>Cioccolato e caramelle: conta la confezione<\/h3>\n<p>Vanno al 10&nbsp;% solo in confezioni ordinarie: carta, cartone, plastica, latta, alluminio o vetro comune. La confezione regalo o quella di lusso li esclude dall&#8217;elenco e li porta al <strong>22&nbsp;%<\/strong>. I prodotti di pasticceria, i dolci e i biscotti, invece, vanno al 10&nbsp;% senza vincoli di confezione.<\/p>\n<h3>Caff\u00e8 e t\u00e8<\/h3>\n<p>Il t\u00e8, il mate e le spezie vanno al 10&nbsp;%, e anche gli estratti e le essenze di caff\u00e8, cio\u00e8 il caff\u00e8 solubile. Il <strong>caff\u00e8 tostato<\/strong>, in grani o macinato, non compare in nessun elenco e va al <strong>22&nbsp;%<\/strong>.<\/p>\n<h3>Frutti di mare di lusso e caviale<\/h3>\n<p>I crostacei e i molluschi vanno al 10&nbsp;%, con tre eccezioni nominate espressamente: l&#8217;astice, l&#8217;aragosta e le ostriche. Anche le conserve di pesce vanno al 10&nbsp;%, salvo il caviale e i suoi surrogati. Le eccezioni vanno al 22&nbsp;%.<\/p>\n<h3>Tartufi: freschi al 5&nbsp;%, conservati al 10&nbsp;%<\/h3>\n<p>I tartufi freschi o refrigerati vanno al 5&nbsp;%. Quelli congelati, secchi o conservati in salamoia, non preparati per il consumo immediato, vanno al 10&nbsp;%.<\/p>\n<h3>Olive in salamoia<\/h3>\n<p>Qui le fonti non coincidono. La TEDB della Commissione Europea le include nel 4&nbsp;% insieme ai pomodori in conserva, e allo stesso tempo le ripete nel 10&nbsp;% tra gli ortaggi preparati. Il testo vigente del decreto del 1972 pone al 4&nbsp;% solo i pomodori pelati e le conserve di pomodoro. Il <em>testo unico<\/em> che si applicher\u00e0 dal 2027 nomina espressamente le \u00abolive in salamoia\u00bb nel 4&nbsp;%. Se vendi olive in Italia nel 2026, conferma l&#8217;aliquota con un consulente italiano.<\/p>\n<h3>Cibo per animali domestici<\/h3>\n<p>Il cibo per cani e gatti confezionato per la vendita al dettaglio \u00e8 espressamente escluso dal 10&nbsp;% e va al <strong>22&nbsp;%<\/strong>. In Spagna lo stesso sacco di mangime va al 10&nbsp;%.<\/p>\n<h2 id=\"ue\">Vendere alimenti dalla Spagna a clienti in Italia<\/h2>\n<p>Un negozio spagnolo che spedisce cibo a privati italiani applica l&#8217;<strong>IVA spagnola<\/strong> finch\u00e9 le sue vendite a distanza a consumatori di altri paesi UE \u2014 sommate tutte \u2014 non superano <strong>10.000 \u20ac all&#8217;anno<\/strong>. Oltre tale soglia, applica l&#8217;<strong>IVA italiana<\/strong> corrispondente a ciascun alimento e la dichiara tramite lo sportello unico (OSS), come spiega la <a href=\"https:\/\/vat-one-stop-shop.ec.europa.eu\/one-stop-shop_en\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Commissione Europea<\/a>. Lo spieghiamo in <a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/la-soglia-di-10-000-e-nelle-vendite-a-distanza-cosa-succede-quando-la-superi\/\">la soglia di 10.000 \u20ac nelle vendite a distanza<\/a>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che lo stesso prodotto non appartiene allo stesso gruppo nei due paesi:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Prodotto<\/th>\n<th>IVA in Spagna<\/th>\n<th>IVA in Italia<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Pane senza zucchero, miele, uovo o formaggio<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pasta senza ripieno<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Latte fresco<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Burro<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Formaggi<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uova<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>10&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Olio d&#8217;oliva<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<td>4&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Olio di girasole<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>4&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Carne e insaccati<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cioccolato in confezione ordinaria<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td>10&nbsp;% (22&nbsp;% in confezione di lusso)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Caff\u00e8 tostato<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Acqua minerale<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Birra<\/td>\n<td>21&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Vino<\/td>\n<td>21&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cibo per cani e gatti<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td><strong>22&nbsp;%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cibo servito in un ristorante<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<td>10&nbsp;%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p><em>Aliquote spagnole verificate lo stesso giorno contro l&#8217;articolo 91 della Legge 37\/1992 (<a href=\"https:\/\/www.boe.es\/buscar\/act.php?id=BOE-A-1992-28740\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">boe.es<\/a>) e il documento \u00abTipos impositivos en el IVA 2026\u00bb dell\u2019Agencia Tributaria spagnola.<\/em><\/p>\n<p>Tre cose in pi\u00f9 prima di spedire il primo pacco:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Vino e birra<\/strong>: contano come vendite a distanza ai fini dell&#8217;IVA, ma le accise sull&#8217;alcol del paese di destinazione seguono un canale proprio; lo sportello unico copre solo l&#8217;IVA.<\/li>\n<li><strong>Clienti aziendali<\/strong>: se vendi a un ristorante o a un negozio italiano con partita IVA valida e la merce parte dalla Spagna, la cessione intracomunitaria \u00e8 esente e il cliente assolve l&#8217;IVA in Italia. Verifica prima il numero con il <a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/verificare-partita-iva-nel-vies\/\">controllore della partita IVA in VIES<\/a>.<\/li>\n<li><strong>Livigno e Campione d&#8217;Italia<\/strong>: sono in Italia, ma fuori dal territorio IVA, come prevede anche l&#8217;articolo 3 della Legge 37\/1992. Una spedizione l\u00ec non si dichiara tramite lo sportello unico; lo spieghiamo nella scheda su <a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/iva-in-italia\/\">IVA in Italia<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Come configurarlo in WooCommerce<\/h3>\n<p>Con classi d&#8217;imposta \u00abgenerale, ridotta e super-ridotta\u00bb e un&#8217;aliquota per paese non basta: la pasta, ridotta in Spagna, \u00e8 super-ridotta in Italia, e le uova sono l&#8217;opposto. La soluzione \u00e8 creare classi proprie per i gruppi di alimenti che cambiano aliquota tra i paesi in cui vendi, con l&#8217;aliquota di ciascuna destinazione, e assegnarle prodotto per prodotto. Per un controllo rapido, il <a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/calcolatrice-iva-ue\/\">calcolatore IVA UE<\/a> ti dice quale aliquota e quale imposta applicare in base al paese del cliente, se \u00e8 un&#8217;azienda o un privato e al tipo di prodotto; per un alimento specifico, confronta il risultato con la tabella di questo articolo.<\/p>\n<p><!-- ehero:cta-woovat --><\/p>\n<div class=\"ehero-cta-woovat\" style=\"border:1px solid #cfe3f1;background:#f2f8fc;border-radius:12px;padding:22px 24px;margin:32px 0\">\n<p style=\"margin:0 0 6px;font-size:1.15em;font-weight:700;color:#0b3c5d\">Vendi alimenti in Italia dal tuo WooCommerce?<\/p>\n<p style=\"margin:0 0 16px\">Quando si applica l&#8217;IVA di destinazione, EHERO Woo VAT applica l&#8217;aliquota di ciascun paese in base alla classe d&#8217;imposta del prodotto (generale, ridotta o super-ridotta) e rispetta le classi personalizzate che crei per gli alimenti che cambiano aliquota tra i paesi. Inoltre controlla la soglia di 10.000 \u20ac, valida la partita IVA in VIES durante il checkout e prepara il report OSS per paese.<\/p>\n<p style=\"margin:0\"><a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/prodotto\/ehero-woo-vat-controllo-delliva-ue-vies-ed-esenzione-intracomunitaria-per-woocommerce\/\" style=\"display:inline-block;background:#017cba;color:#fff;padding:11px 20px;border-radius:8px;font-weight:600;text-decoration:none\">Vedi EHERO Woo VAT \u2192<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><!-- \/ehero:cta-woovat --><\/p>\n<h2 id=\"faq\">Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quale IVA hanno gli alimenti in Italia nel 2026?<\/h3>\n<p>Dipende dall&#8217;alimento: 4&nbsp;% per pane, pasta, latte fresco, burro, formaggi, frutta, verdura e olio d&#8217;oliva; 5&nbsp;% per i tartufi freschi e alcune erbe aromatiche fresche; 10&nbsp;% per carne, pesce, uova, yogurt, zucchero e prodotti di pasticceria; e 22&nbsp;% per vino, birra, acqua minerale e caff\u00e8 tostato.<\/p>\n<h3>Quale IVA ha la pasta in Italia?<\/h3>\n<p>Il 4&nbsp;%: la pasta alimentare \u00e8 nella parte II della tabella A. Attenzione alla pasta ripiena: la TEDB della Commissione Europea la classifica al 10&nbsp;%, tra le preparazioni alimentari, quindi se vendi ravioli o tortellini conferma l&#8217;aliquota.<\/p>\n<h3>Quale IVA ha il vino in Italia?<\/h3>\n<p>Il 22&nbsp;% quando \u00e8 venduto come prodotto, perch\u00e9 non figura in nessun elenco di aliquote ridotte. Servito in un bar o in un ristorante fa parte della <em>somministrazione<\/em> e va al 10&nbsp;%.<\/p>\n<h3>Quanta IVA si paga in un ristorante in Italia?<\/h3>\n<p>Il 10&nbsp;%, bevande incluse. Le mense aziendali, scolastiche e per persone indigenti vanno al 4&nbsp;%.<\/p>\n<h3>Quale IVA ha la birra in Italia?<\/h3>\n<p>L&#8217;aliquota ordinaria del 22&nbsp;%, come l&#8217;acqua minerale. In Spagna la birra va al 21&nbsp;% e l&#8217;acqua minerale al 10&nbsp;%.<\/p>\n<h3>L&#8217;IVA degli alimenti in Italia cambia nel 2027?<\/h3>\n<p>Le aliquote non cambiano: il <em>testo unico<\/em> applicato dal 1\u00ba gennaio 2027 mantiene il 4&nbsp;%, il 5&nbsp;%, il 10&nbsp;% e il 22&nbsp;%. Cambia la numerazione: il 5&nbsp;% passa alla parte III della sua tabella A e il 10&nbsp;% alla parte IV. E le olive in salamoia compaiono espressamente nel 4&nbsp;%.<\/p>\n<h2>Continua qui<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/iva-in-italia\/\">IVA in Italia nel 2026<\/a>: le quattro aliquote e Livigno e Campione d&#8217;Italia<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/iva-in-spagna\/\">IVA in Spagna nel 2026<\/a>: le tre aliquote spagnole e il caso delle Canarie<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/consultoriaehero.com\/it\/tipi-di-iva-per-paese-dellue-nel-2026-tabella-aggiornata\/\">Aliquote IVA per paese UE nel 2026<\/a>: la tabella completa<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aliquote IVA alimenti 2026: pane, pasta e olio al 4 %; carne, uova e yogurt al 10 %; vino, birra e caff\u00e8 tostato al 22 %. 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