Il registro orario in smart working in Spagna (registro de jornada en teletrabajo) è obbligatorio tanto quanto in ufficio. Chi lavora da casa timbra all’inizio e alla fine, come il resto del personale, e l’azienda conserva questi registri per quattro anni. Lo dice la legge spagnola sul lavoro a distanza (Ley 10/2021, de trabajo a distancia), che inoltre richiede che il registro rispecchi «fedelmente» il tempo lavorato.
In questa guida spieghiamo cosa richiede la legge, come si timbra con orario flessibile, cosa può controllare l’azienda e cosa no, e cosa conviene mettere per iscritto nell’accordo di telelavoro. Tutto è verificato nel BOE, la gazzetta ufficiale spagnola, al 9 ottobre 2026.
Cosa dice la legge
Ci sono due norme, e si sommano:
- L’articolo 34.9 dello Statuto dei lavoratori spagnolo (Estatuto de los Trabajadores) obbliga ogni azienda a tenere un registro giornaliero con l’ora di inizio e di fine della giornata di ciascuna persona.
- L’articolo 14 della Legge 10/2021, sul lavoro a distanza, dice che tale registro deve riflettere fedelmente il tempo che la persona dedica al lavoro, senza pregiudizio della flessibilità oraria, e che deve includere il momento di inizio e di fine della giornata.
La stessa legge aggiunge che chi lavora a distanza ha gli stessi diritti di chi lo fa in sede, anche in materia di tempo di lavoro (articolo 4.1). Non esiste un registro ridotto per chi lavora da casa.
A chi si applica
La Legge 10/2021 si applica al lavoro a distanza regolare: quello che occupa, in un periodo di tre mesi, almeno il 30 % dell’orario. Con una settimana di cinque giorni, significa un giorno e mezzo a casa.
Ma il registro non dipende da quella percentuale. La guida del Ministero del Lavoro spagnolo dice che l’obbligo riguarda chi lavora a distanza e qualsiasi situazione in cui il lavoro non si svolge, in tutto o in parte, nel centro dell’azienda. Chi fa telelavoro anche solo un giorno alla settimana timbra anche quel giorno.
Come si timbra con orario flessibile
Il telelavoro di solito prevede orario flessibile, e la legge lo tutela: la persona può spostare il proprio orario entro quanto pattuito, rispettando i tempi di disponibilità obbligatoria e i riposi (articolo 13). Il registro deve riflettere questa realtà, non un orario d’ufficio copiato.
- Si timbra ogni fascia. Se qualcuno lavora dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, si registrano entrambe le fasce. Il tempo in mezzo non è orario di lavoro.
- Le pause si annotano. La guida del Ministero avverte: se non risultano, si presume che tutto il tempo tra l’entrata e l’uscita sia lavoro.
- Una giornata lunga non è un’ora extra. Con orario flessibile, dice la stessa guida, l’eccedenza di un giorno non conta come straordinario se i registri del resto del periodo dimostrano che l’orario pattuito viene rispettato.
- Si timbra all’ora reale. Compilare la settimana il venerdì pomeriggio non è un registro giornaliero.
La guida ammette anche i fogli di autogestione firmati da chi telelavora, se l’azienda li accetta. Il rischio è sempre lo stesso: un foglio con lo stesso orario ogni giorno è difficile da difendere come registro affidabile.
Cosa lasciare scritto nell’accordo di lavoro a distanza
Il telelavoro regolare richiede un accordo scritto, e l’articolo 7 della Legge 10/2021 stabilisce il minimo che deve contenere. Tre punti riguardano il registro:
- L’orario e le regole di disponibilità (lettera c): quando la persona deve essere reperibile e quanto margine ha per spostare il resto.
- I mezzi di controllo dell’azienda (lettera h): con quale strumento si timbra e quali dati raccoglie.
- Cosa fare se la tecnologia fallisce (lettera i): come si registra la giornata il giorno in cui cade internet o non funziona l’applicazione.
Cosa può controllare l’azienda e cosa no
L’azienda può verificare che il lavoro venga svolto, anche con mezzi telematici (articolo 22). Ma la legge pone tre limiti chiari:
- Proporzionalità. Il controllo con dispositivi automatici deve rispettare la privacy e la protezione dei dati, ed essere idoneo, necessario e proporzionato (articolo 17.1). Per registrare l’orario bisogna sapere quando inizia e quando finisce, non seguire la persona per tutto il giorno.
- I dispositivi personali non si toccano. L’azienda non può imporre l’installazione di programmi o applicazioni su un telefono o un computer che appartengano alla persona, né obbligarla a usarli per lavorare (articolo 17.2). La timbratura deve poter essere effettuata dal dispositivo fornito dall’azienda.
- Dignità. Qualsiasi misura di controllo deve rispettare la dovuta considerazione per la dignità della persona (articolo 22).
Se lo strumento di timbratura richiede la posizione, deve farlo solo al momento della timbratura e con il personale informato. Il resto va oltre ciò che il registro necessita.
Registro e disconnessione digitale
Chi lavora da remoto ha diritto a disconnettersi fuori dal proprio orario, e l’azienda deve limitare l’uso dei mezzi di comunicazione di lavoro durante i riposi (articolo 18). La legge richiede inoltre una politica interna di disconnessione, elaborata dopo aver ascoltato la rappresentanza del personale.
Il registro è ciò che rende verificabile questo diritto: segna quando finisce la giornata. Un messaggio alle dieci di sera a qualcuno che ha timbrato l’uscita alle sei salta subito all’occhio.
Lavoro ibrido
Chi divide la settimana tra casa e ufficio usa un solo registro, con lo stesso sistema per entrambi i tipi di giornata. Cambiare metodo a seconda del luogo di lavoro complica solo il conteggio del mese.
Il regio decreto (Real Decreto) sul registro digitale dell’orario che il Governo spagnolo sta preparando richiederebbe, secondo la bozza nota, di indicare se ogni giorno è in presenza o a distanza. Al 9 ottobre 2026 non è approvato. Lo seguiamo nel nostro articolo registro orario digitale in Spagna: quando entra in vigore.
Come adempiere, passo dopo passo
- Usa lo stesso sistema per chi è in ufficio e per chi è a casa.
- Scrivilo nell’accordo di lavoro a distanza: orario, disponibilità, strumento di timbratura e cosa fare in caso di guasto.
- Timbra ogni fascia all’ora reale, con le relative pause.
- Fai timbrare sul dispositivo dell’azienda. Non obbligare a installare nulla su dispositivi personali.
- Correggi lasciando traccia le dimenticanze e le giornate senza connessione.
- Rivedi il mese: giornate di più di 9 ore, riposi inferiori a 12 ore tra una giornata e l’altra e ore fuori orario.
- Conserva per quattro anni.
Timbra allo stesso modo a casa e in ufficio, con Fichómetro
Fichómetro (è la nostra app) è un’applicazione di registrazione dell’orario pensata per le piccole imprese. Ogni persona timbra con un tocco dal computer o dal cellulare, con le proprie pause, e l’ora la imposta il server. Nessuno può modificare una timbratura: le correzioni si aggiungono con il relativo motivo e autore. Include il riepilogo mensile con la conferma di ciascuna persona, i documenti legali del registro e un link in sola lettura per l’Ispettorato. È gratis per sempre se timbra 1 persona. Con più persone, 2 € per persona attiva al mese, più tasse, con 30 giorni di prova senza carta di credito. L’app è disponibile in spagnolo, catalano, galiziano, basco e inglese.
Domande frequenti
È obbligatorio timbrare in telelavoro?
Sì. Il registro giornaliero dell’orario si applica allo stesso modo a chi lavora da casa, e la Legge 10/2021 richiede che rispecchi fedelmente il tempo lavorato.
Come timbro se ho orario flessibile?
Timbrando ogni fascia che lavori, all’ora reale. Le interruzioni tra una fascia e l’altra non sono orario di lavoro.
L’azienda può obbligarmi a installare un’app sul mio cellulare?
No, se il cellulare è tuo. La legge vieta di imporre l’installazione di programmi o applicazioni su dispositivi che appartengono al lavoratore.
L’azienda può sapere dove mi trovo?
Solo se è proporzionato e sei informato. Per registrare l’orario bastano l’ora di inizio e di fine.
Cosa faccio se non posso timbrare perché cade internet?
Quello che prevede l’accordo di lavoro a distanza, che deve contemplare le difficoltà tecniche. Di norma si avvisa e si chiede la correzione, che viene annotata con il relativo motivo.
Le pause contano come lavoro?
Se non vengono annotate, si presume di sì. Per questo conviene registrarle.
C’è una multa se non si registra l’orario di chi telelavora?
La stessa che in ufficio: da 751 a 7.500 € per l’azienda. Ne parliamo nell’articolo sulla multa per non timbrare in Spagna.
Conclusione
Nel telelavoro si timbra come in ufficio, con un requisito in più: che il registro riporti ciò che si lavora davvero, con le relative fasce e pause. L’azienda fornisce il mezzo sul proprio dispositivo, lo mette per iscritto nell’accordo e non trasforma la timbratura in sorveglianza. Chi fa così rispetta la legge di oggi e ha già risolto ciò che richiederà il regio decreto.
Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere del tuo consulente del lavoro (asesoría laboral). Controlla anche il tuo contratto collettivo, che può specificare come si registra l’orario a distanza.
Link utili
- Fichómetro: registrazione dell’orario per piccole imprese, gratis con 1 persona.
- Registro dell’orario di lavoro in Spagna: cosa richiede la legge e come adempiere.
- Articolo 14 della Legge 10/2021, sul lavoro a distanza, nel BOE (in spagnolo).
- Guida sulla registrazione dell’orario del Ministero del Lavoro spagnolo (PDF, in spagnolo).



