Il registro orario digitale in Spagna (registro de jornada digital) non è ancora obbligatorio. Al 2 ottobre 2026, il regio decreto (real decreto) che lo imporrebbe non è stato approvato né pubblicato nel BOE, la gazzetta ufficiale spagnola, quindi non c’è una data di entrata in vigore. Il Ministero del Lavoro spagnolo dice di contare di portarlo al Consiglio dei Ministri nel corso di ottobre.
In questa pagina seguiamo il regio decreto passo dopo passo: a che punto è, cosa richiederebbe secondo il testo ufficiale noto e quale termine ci sarebbe per adeguarsi. La aggiorniamo ogni volta che c’è un movimento.
Stato al 2 ottobre 2026
Approvato dal Consiglio dei Ministri? No.
Pubblicato nel BOE? No.
C’è una data di entrata in vigore? No.
Ultimo movimento: il 2 ottobre, il segretario di Stato del Lavoro ha detto di confidare di sbloccare in ottobre il percorso del registro verso il Consiglio dei Ministri.
A che punto è
Il progetto è in lavorazione da più di un anno. Ha già superato la consultazione pubblica, l’informazione pubblica e il parere del Consiglio di Stato, che è stato sfavorevole. Gli manca l’unica cosa che conta: che il Consiglio dei Ministri lo approvi e che esca nel BOE.
Dall’estate è stato annunciato più volte e non è arrivato. A luglio è stato rinviato a settembre. A settembre la ministra del Lavoro ha detto che sarebbe stato approvato «immediatamente», e nessuno dei Consigli dei Ministri di quel mese lo ha portato avanti. Ora il Ministero parla di ottobre.
Finché non viene pubblicato, ciò che obbliga è la norma del 2019: registrazione giornaliera dell’ora di entrata e di uscita, nel mezzo scelto dall’azienda.
Cronologia del regio decreto
| Data | Cosa è successo |
|---|---|
| 12-5-2019 | Diventa obbligatoria la registrazione giornaliera dell’orario di lavoro (Real Decreto-ley 8/2019). Non dice con quale mezzo debba essere tenuta. |
| 10-9-2025 | Il Congresso dei Deputati rinvia al Governo il progetto di legge di riduzione dell’orario a 37,5 ore settimanali, che includeva il registro digitale. |
| 11-9-2025 | Il Ministero del Lavoro separa il registro digitale, come regio decreto, e apre la consultazione pubblica preliminare (dal 12 al 26 settembre). |
| 30-9-2025 | Il Consiglio dei Ministri autorizza la procedura urgente. |
| 9-10-2025 | Viene pubblicato il testo del progetto in consultazione pubblica (dal 10 al 20 ottobre). È l’unico testo ufficiale pubblicato. |
| 6-3-2026 | Il Ministero apre la consultazione preliminare di un’ordinanza ministeriale (orden ministerial) che fisserà i requisiti tecnici e di sicurezza dei sistemi di registrazione. Non esiste ancora il testo di tale ordinanza. |
| 23-3-2026 | Il Consiglio di Stato emette un parere sfavorevole. Tra le altre cose, critica il fatto che si proceda con regio decreto e non con legge, e l’onere per le piccole imprese. Il parere non è vincolante. |
| 24-7-2026 | I ministeri del Lavoro e dell’Economia rinviano l’approvazione a settembre, per rielaborare il testo. |
| 9-9-2026 | La ministra del Lavoro dice che c’è accordo e che sarà approvato «immediatamente», una volta terminati gli aggiustamenti giuridici. |
| Settembre 2026 | I Consigli dei Ministri del 15, 22 e 29 non lo approvano. |
| 2-10-2026 | Il segretario di Stato del Lavoro dice di confidare di portarlo al Consiglio dei Ministri in ottobre e che il testo è stato ritoccato per rafforzare la protezione dei dati e dare più peso alla contrattazione collettiva. |
Le date del 2025 e quella di marzo 2026 dell’ordinanza tecnica provengono dal sito del Ministero del Lavoro e dai resoconti del Consiglio dei Ministri. Il parere e le dichiarazioni, da quanto pubblicò allora Europa Press.
Cosa richiederebbe il regio decreto
Quanto segue proviene dal testo pubblicato dal Ministero nell’ottobre 2025. È un progetto: il Ministero ha detto di averlo modificato dopo il parere del Consiglio di Stato, e il testo definitivo non è noto.
| Argomento | Oggi | Con il progetto |
|---|---|---|
| Mezzo | Carta, Excel o applicazione | Solo mezzi digitali. La carta, solo se un guasto impedisce la timbratura, e poi trasferita in digitale |
| Cosa si annota | Ora di entrata e di uscita | Inoltre, ogni pausa con la sua ora e il suo minuto, se la giornata è in presenza o a distanza, quali ore sono ordinarie, straordinarie o complementari e il totale del giorno e del mese |
| Chi timbra | Non lo dice | Ogni persona, di propria mano e al momento di iniziare e terminare |
| Correzioni | Non le regola | Con l’autorizzazione dell’azienda e della persona, lasciando traccia di cosa è stato cambiato e da chi |
| Accesso di ciascuna persona | Il registro è «a disposizione» | Consultazione e copia delle proprie timbrature in qualsiasi momento, e un riepilogo con ogni busta paga |
| Ispettorato del Lavoro | Lo richiede e gli viene mostrato | Accesso immediato, anche a distanza |
| Per quanto tempo si conserva | Quattro anni | Quattro anni |
| Documenti dell’azienda | Mettere per iscritto come si organizza | Un protocollo del registro, consultato con la rappresentanza del personale, e formazione per chi timbra, dentro l’orario di lavoro |
Tre dettagli dello stesso testo che conviene conoscere:
- Obbliga tutte le aziende. Non c’è una soglia di organico né un trattamento diverso per le piccole.
- Non esistono applicazioni omologate. Il progetto lascia scegliere il sistema: uno che rispetti i requisiti tecnici fissati dall’ordinanza ministeriale, oppure un altro diverso con la relazione di un tecnico che lo giustifichi. L’ordinanza non esiste ancora.
- Il lavoro domestico va a parte. Chi ha assunto una persona in casa potrebbe tenere il registro «con qualsiasi mezzo» proporzionato alle proprie risorse.
Quando entrerebbe in vigore
Il testo dell’ottobre 2025 dice, nella sua disposizione finale, che il regio decreto entra in vigore «venti giorni dopo la sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dello Stato». Non prevede un termine separato per adeguarsi.
Quel termine così breve è stato una delle cose più criticate, e il testo è stato ritoccato da allora. Finché non viene pubblicato non si sa se il definitivo manterrà i venti giorni o concederà più tempo.
Ciò che si può dare per certo:
- Finché non esce nel BOE non decorre alcun termine.
- Il termine sarà scritto nelle disposizioni finali del regio decreto. È la prima cosa da guardare il giorno della pubblicazione.
- Potrebbe essere breve come venti giorni. Con un margine del genere non c’è tempo per scegliere un’applicazione, registrare il personale e insegnargli a timbrare.
Cosa obbliga oggi
L’obbligo di oggi è nell’articolo 34.9 dello Statuto dei Lavoratori spagnolo (Estatuto de los Trabajadores) e non dipende dal regio decreto:
- registrazione giornaliera dell’ora di inizio e di fine dell’orario di lavoro di ciascuna persona;
- conservazione per quattro anni, a disposizione del personale, dei suoi rappresentanti e dell’Ispettorato del Lavoro spagnolo (Inspección de Trabajo);
- nel mezzo scelto dall’azienda, purché sia affidabile e non possa essere manipolato in seguito.
Non farlo è un’infrazione grave, con multa da 751 a 7.500 €. Il regio decreto non cambia questi importi, perché sono fissati da una legge. Lo spieghiamo per intero nella guida sul registro orario di lavoro in Spagna.
Chi oggi lo tiene su carta o in Excel è in regola, se lo fa bene. Per questo hai il nostro modello di registro orario per la Spagna in Excel, gratuito.
Cosa fare nel frattempo
Non serve aspettare il BOE per essere pronti. Queste cinque cose valgono con la norma di oggi e sono quelle richieste dal progetto:
- Passa il registro al digitale. È l’unico cambiamento che non si fa in un pomeriggio, perché bisogna abituare il personale.
- Ognuno timbra per sé. Niente più qualcuno dell’ufficio che compila le ore di tutti alla fine della settimana.
- Annota le pause. Con la loro ora di inizio e di fine, e non come una detrazione fissa.
- Smetti di correggere sopra. Una timbratura sbagliata non si sovrascrive: si corregge a parte, con il motivo, e la persona la vede.
- Scrivi come funziona. Un foglio con come si timbra, chi corregge e come si conteggiano le pause. Se c’è rappresentanza del personale, consultala.
Arriva preparato con Fichómetro
Fichómetro (è la nostra app) è un’applicazione di registrazione dell’orario pensata per le piccole imprese, e già funziona come chiede il progetto nelle cose principali. Ogni persona timbra per sé con un tocco, con le proprie pause e indicando se è in sede o in telelavoro. L’ora la imposta il server e nessuno può modificare o cancellare una timbratura: le correzioni si aggiungono con il loro motivo, il loro autore e la loro ora, e la persona le vede. Ogni persona consulta i propri giorni dal cellulare, il riepilogo del mese si prepara da solo e l’Ispettorato entra con un link in sola lettura. Quando saranno pubblicati il testo definitivo e l’ordinanza tecnica, adatteremo ciò che servirà. È gratis per sempre se timbra 1 persona. Con più persone, 2 € per persona attiva al mese (IVA esclusa), con 30 giorni di prova senza carta di credito. L’app è disponibile in spagnolo, catalano, galiziano, basco e inglese.
Un avviso, qualunque applicazione usi: oggi nessuno può dire che il suo programma «rispetta il regio decreto», perché non esiste un testo definitivo né un’ordinanza tecnica. Ciò che si può verificare è se fa già le cose della tabella sopra.
Domande frequenti
Il registro orario digitale è già obbligatorio?
No. Al 2 ottobre 2026 il regio decreto non è stato approvato né pubblicato nel BOE. Oggi il registro può essere tenuto su carta, in Excel o in un’applicazione.
Quando entra in vigore il registro orario digitale?
Non c’è una data. Il progetto dell’ottobre 2025 prevedeva che entrasse in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nel BOE, ma il testo è stato ritoccato e il termine definitivo non è noto.
Posso continuare con carta o con Excel?
Oggi sì, se il registro è giornaliero, con l’ora reale e non può essere manipolato in seguito. Quando il regio decreto entrerà in vigore, secondo il progetto, la carta varrebbe solo se un guasto impedisce di timbrare.
Riguarda le piccole imprese?
Sì. Il progetto obbliga tutte le aziende, senza minimo di organico. Un lavoratore autonomo senza persone assunte non deve tenere il registro.
Bisognerà usare un’applicazione omologata?
Non esiste alcun elenco ufficiale né applicazioni omologate. Il progetto rimanda a requisiti tecnici che saranno fissati da un’ordinanza ministeriale che non ha ancora un testo.
Le multe aumentano con il regio decreto?
No. La multa per non tenere il registro è fissata dalla legge spagnola sulle infrazioni e sanzioni nell’ordine sociale (LISOS), da 751 a 7.500 €, e un regio decreto non può cambiarla.
Cosa succede con il parere del Consiglio di Stato?
È stato sfavorevole, ma non è vincolante. Il Governo spagnolo può approvare comunque il regio decreto, e dice di aver modificato il testo per accogliere le sue critiche.
Conclusione
Il registro orario digitale non ha una data, e da mesi viene annunciato come «ormai imminente». La cosa sensata è non aspettare: il giorno in cui uscirà nel BOE il termine può essere di poche settimane, e ciò che richiede si può già avere oggi. Torneremo su questa pagina a ogni passo.
Questo articolo è informativo e non sostituisce il consiglio del tuo consulente del lavoro (asesoría laboral). Descrive un progetto di norma che può cambiare prima della pubblicazione.
Link utili
- Registro orario di lavoro in Spagna: ciò che richiede la legge oggi, con le multe.
- Modello di registro orario per la Spagna in Excel: per essere in regola oggi senza applicazione.
- Registro orario a tempo parziale in Spagna: il riepilogo mensile e le ore complementari.
- Fichómetro: registro orario per piccole imprese, gratis con 1 persona.
- Testo del progetto di regio decreto che il Ministero del Lavoro ha sottoposto a informazione pubblica nell’ottobre 2025 (PDF, in spagnolo).
- Resoconto del Consiglio dei Ministri del 30 settembre 2025, con la decisione di procedura urgente (in spagnolo).
- Articolo 34 dello Statuto dei Lavoratori, nel BOE (in spagnolo).



