Il registro orario della colf in Spagna (registro horario de la empleada de hogar) è obbligatorio: chi ha assunto una collaboratrice domestica deve poter dire, dati alla mano, quante ore lavora. Lo ha chiarito la Corte di giustizia dell’Unione europea il 19 dicembre 2024, in un caso proveniente da Bilbao.
In questa guida spieghiamo cosa ha detto quella sentenza, cosa prevede oggi la normativa spagnola, cosa va annotato ogni giorno e come gestirlo in casa senza complicazioni. Tutto è verificato nella sentenza e nel BOE, la gazzetta ufficiale spagnola, al 9 ottobre 2026.
Cosa ha detto la Corte di giustizia dell’UE
Una collaboratrice domestica assunta a tempo pieno ha chiesto a Bilbao il pagamento delle ore straordinarie che sosteneva di aver svolto. Il tribunale non gliele ha riconosciute: ha ritenuto che non fossero provate e che non bastasse il fatto che la famiglia non avesse prodotto registri, perché le famiglie erano esentate dal tenerli.
Il Tribunale superiore di giustizia dei Paesi Baschi (Tribunal Superior de Justicia del País Vasco) ha chiesto chiarimenti a Lussemburgo, e la risposta (causa C-531/23) è stata questa: il diritto europeo non ammette una norma, un’interpretazione dei giudici o una prassi amministrativa che esenti le famiglie dall’avere un sistema per conteggiare l’orario dei propri dipendenti. Senza quel sistema, dice la sentenza, la persona non può sapere in modo oggettivo e affidabile quante ore ha lavorato né quando.
È la stessa idea che la Corte aveva già applicato nel maggio 2019 in un altro caso arrivato dalla Spagna (causa C-55/18, CCOO): senza un sistema che conteggi l’orario di ogni giorno, i limiti di ore e i riposi non possono essere fatti valere.
Cosa dice la norma spagnola
Il lavoro domestico ha una propria norma, il regio decreto spagnolo (Real Decreto) 1620/2011, e per quanto non regolato da tale norma si applica lo Statuto dei lavoratori spagnolo, l’Estatuto de los Trabajadores (articolo 3.b). Il registro giornaliero dell’orario è previsto dall’articolo 34.9 dello Statuto, e il regio decreto sul lavoro domestico non lo esclude.
Lo stesso Governo spagnolo lo ha detto così davanti alla Corte: non esiste alcuna eccezione al registro giornaliero dell’orario dei lavoratori domestici. Le uniche cose che il Real Decreto 1620/2011 lascia fuori sono due registri aggiuntivi:
- il riepilogo delle ore straordinarie consegnato con la busta paga (articolo 35.5 dello Statuto);
- il registro mensile proprio dei contratti a tempo parziale.
La sentenza accetta che in questi due punti il lavoro domestico abbia regole più semplici, purché non svuotino l’obbligo di contenuto. Il registro di ogni giorno, con ora di inizio e ora di fine, si tiene allo stesso modo.
Cosa bisogna annotare
- Ogni giorno lavorato, l’ora effettiva di inizio e l’ora di fine.
- Le pause che non sono lavoro. Nel caso delle conviventi, le due ore giornaliere per i pasti principali non contano come orario di lavoro.
- I tempi di presenza, se sono stati concordati: sono le ore in cui la persona è a disposizione senza lavorare, e vanno separati.
Il registro viene conservato da chi assume per quattro anni, e la persona impiegata può consultarlo quando vuole. La soluzione migliore è che entrambe le parti lo vedano e lo firmino.
I limiti che il registro mette in evidenza
L’articolo 9 del Real Decreto 1620/2011 stabilisce i tempi del lavoro domestico. Sono questi:
| Limite | Cosa dice |
|---|---|
| Orario settimanale | Massimo 40 ore di lavoro effettivo |
| Tempo di presenza | Massimo 20 ore alla settimana in media in un mese, salvo compensazione con riposo retribuito. Si paga, almeno, come l’ora ordinaria |
| Riposo tra giornate | 12 ore. Per le conviventi può scendere a 10, compensando il resto in periodi fino a quattro settimane |
| Pasti delle conviventi | Almeno 2 ore al giorno, che non contano come lavoro |
| Riposo settimanale | 36 ore consecutive; come regola generale, il pomeriggio di sabato o la mattina di lunedì e l’intera domenica |
| Ferie | 30 giorni di calendario all’anno |
Quando termina l’orario di lavoro e il tempo di presenza concordato, la persona non è obbligata a restare in casa.
Come gestirlo in casa
Oggi la legge non impone un mezzo, e la sentenza europea ammette che il sistema si adatti alle dimensioni di chi assume. In una casa vanno bene tre soluzioni:
- Un foglio di carta. Una riga per giorno con l’ora di entrata, quella di uscita e la firma di entrambe le parti. Va bene se compilato ogni giorno e con l’ora reale.
- Un foglio di calcolo. Somma le ore automaticamente. Abbiamo un modello di registro orario per la Spagna in Excel gratuito, che si può anche stampare.
- Un’applicazione. La persona timbra dal cellulare quando arriva e quando se ne va, e l’orario non può essere modificato da nessuno in seguito.
Qualunque sia la soluzione, tre regole: si annota nel giorno stesso, si annota ciò che è accaduto e non ciò che era previsto, e un errore si corregge alla presenza di entrambe le parti.
Per una casa, Fichómetro è gratis
Fichómetro (è la nostra app) è un’applicazione per il registro orario. La persona timbra con un tocco dal cellulare, l’orario è impostato dal server e nessuno può modificare una timbratura: le correzioni vengono aggiunte con il relativo motivo e autore. Ogni mese prepara il riepilogo delle ore con il consenso della persona. È gratis per sempre se timbra 1 persona, che è il caso di quasi tutte le famiglie. Con più persone, 2 € per persona attiva al mese, più imposte, con 30 giorni di prova senza carta di credito. L’app è disponibile in spagnolo, catalano, galiziano, basco e inglese.
Cosa succede se non c’è il registro
Il rischio più immediato è una richiesta di pagamento delle ore. Nel caso di Bilbao, il tribunale aveva detto che la mancanza di registri non danneggiava la famiglia perché era esentata. Dopo la sentenza europea questo argomento non vale più. Quante ore si considerano provate in ogni caso lo decide il giudice spagnolo, ma chi assume arriva molto meglio con un registro firmato che senza nulla.
Per quanto riguarda le multe, la legge considera infrazione grave il mancato rispetto delle norme sul registro dell’orario, con sanzioni da 751 a 7.500 €, e non prevede un’eccezione per le famiglie. C’è un aspetto pratico: l’Ispettorato del lavoro spagnolo (Inspección de Trabajo) non può entrare in un domicilio senza il consenso di chi vi abita o un’autorizzazione giudiziaria. Lo spieghiamo per intero nell’articolo sulla multa per non timbrare in Spagna.
Cosa prevede il regio decreto sul registro digitale
Il Governo spagnolo sta preparando un regio decreto che obbligherebbe le imprese a tenere il registro in formato digitale. Secondo la bozza nota, il lavoro domestico fa eccezione: chi assume in casa potrebbe tenerlo «con qualsiasi mezzo» proporzionato alle proprie risorse, anche su carta.
Al 14 ottobre 2026 quel regio decreto non è stato approvato. Seguiamo ogni passaggio nell’articolo registro orario digitale in Spagna: quando entra in vigore.
Domande frequenti
Il registro orario della collaboratrice domestica è obbligatorio?
Sì. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha detto nel dicembre 2024 che le famiglie non possono essere esentate dall’avere un sistema per conteggiare l’orario dei propri dipendenti.
Va bene un quaderno?
Oggi sì, se si annotano ogni giorno l’ora reale di entrata e di uscita. Meglio con la firma di entrambe le parti.
E se viene solo per poche ore alla settimana?
Anche in quel caso. Il registro di ogni giorno lavorato si tiene allo stesso modo. Ciò che non si applica al lavoro domestico è il riepilogo mensile proprio dei contratti a tempo parziale.
Come si registra l’orario di una convivente?
Con l’ora di inizio e di fine del lavoro di ogni giorno. Le due ore giornaliere dei pasti non contano come lavoro, e i tempi di presenza concordati si annotano separatamente.
Chi conserva il registro?
Chi assume, per quattro anni. La persona impiegata ha diritto a consultarlo.
Devo usare un’applicazione?
No. Oggi va bene la carta. E la bozza del regio decreto sul registro digitale lascia alla famiglia la scelta del mezzo.
Conclusione
Nel lavoro domestico il registro orario è obbligatorio da quando la sentenza europea ha chiuso la porta all’esenzione. Richiede pochissimo: l’ora reale di entrata e di uscita di ogni giorno, conservata per quattro anni. Un foglio firmato basta e tutela entrambe le parti: chi lavora, perché le sue ore restano scritte, e chi assume, perché può dimostrarle.
Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere del tuo consulente del lavoro (asesoría laboral).
Link utili
- Fichómetro: registro orario gratis con 1 persona.
- Registro orario di lavoro in Spagna: cosa richiede la legge e come rispettarla.
- Sentenza della Corte di giustizia dell’UE del 19 dicembre 2024, causa C-531/23.
- Articolo 9 del Real Decreto 1620/2011, nel BOE (in spagnolo).



