In Italia l’IVA si chiama imposta sul valore aggiunto e si abbrevia allo stesso modo che qui: IVA. Ha quattro aliquote: la ordinaria del 22 % e tre ridotte, del 10 %, del 5 % e del 4 %. Sono fissate dall’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, e gli elenchi dei prodotti sono nella sua tabella A: la parte II è il 4 %, la parte II-bis il 5 % e la parte III il 10 %.
Nel 2026 nessuna aliquota si è mossa, ma la legge sì. Il decreto legislativo 10/2026, del 19 gennaio, ha approvato il testo unico dell’IVA italiana, che sostituisce il decreto del 1972 il 1º gennaio 2027. Mantiene le quattro aliquote, ma rinumera gli elenchi: il 4 % resta nella parte II, il 5 % passa dalla parte II-bis alla parte III e il 10 % dalla parte III alla parte IV. Se le tue fatture o le schede prodotto citano articoli italiani, quel giorno dovrai rivederle.
| Tipo | Percentuale | Si applica a |
|---|---|---|
| Ordinaria (aliquota ordinaria) | 22 % | Tutto ciò che non è nelle tre liste della tabella A: abbigliamento, calzature, elettronica, cosmetici, mobili, giocattoli e articoli per la casa. Anche il vino, che non compare in nessuna delle tre liste, e la birra, l’acqua minerale confezionata e il cibo preparato per cani e gatti, che la legge esclude espressamente dalle aliquote ridotte. E i biglietti per eventi sportivi che superano 12,91 € netti |
| Ridotta (aliquota ridotta) | 10 % | Carne, salumi e pesce, uova, miele, yogurt e latte conservato, zucchero, caramelle e cioccolato — questi ultimi due solo se la confezione non è di lusso —, prodotti da forno e pasticceria, conserve, marmellate, salse e zuppe pronte; medicinali, compresi quelli di classe C; assorbenti, tamponi e coppette mestruali; pannolini per bambini; fiori recisi e piante vive; trasporto di viaggiatori; alloggio e ristorazione; luce per uso domestico e gas metano domestico fino a 480 m³ all’anno; tutti i biglietti del cinema e quelli per eventi sportivi fino a 12,91 € netti |
| Ridotta (aliquota ridotta) | 5 % | Opere d’arte, antiquariato e oggetti da collezione dal 1º luglio 2025, salvo applicazione del regime del margine; tartufi freschi o refrigerati; basilico, rosmarino, salvia e origano freschi; mascherine FFP2 e FFP3, termometri e materiale sanitario per terapia intensiva; trasporto urbano di viaggiatori per via marittima, lacustre, fluviale o lagunare; corsi di sport invernali e alpinismo tenuti da istruttori iscritti nei registri ufficiali |
| Superridotta (aliquota ridotta al 4 per cento) | 4 % | Pane, pasta, cracker, farine e semole, latte fresco confezionato, burro e formaggi, frutta e verdura, legumi, olio d’oliva e margarina, pomodori in conserva e olive in salamoia; libri, giornali e riviste, anche digitali se hanno ISBN o ISSN; protesi, sedie a rotelle, apparecchi acustici e ausili tecnici per persone con disabilità; abbonamenti; mense scolastiche e aziendali |
Aliquote verificate il 12 settembre 2026 contro la scheda «Iva – norme generali e aliquote» dell’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia Tributaria italiana (agenziaentrate.gov.it).
Livigno e Campione d’Italia sono in Italia, ma non nell’IVA
L’articolo 7 del decreto 633/1972 definisce «territorio dello Stato» come il territorio della Repubblica italiana meno i comuni di Livigno e Campione d’Italia e le acque italiane del lago di Lugano. Il testo unico del 2026 ripete l’esclusione parola per parola nel suo articolo 2, quindi nel 2027 resterà uguale. Non è una curiosità storica: se spedisci a un cliente di Livigno (CAP 23041) o di Campione d’Italia (CAP 22061), non si tratta di una vendita a distanza intracomunitaria, non si applica l’IVA italiana e non si dichiara tramite lo sportello unico. Ai fini IVA, questi due comuni sono territorio terzo.
I due casi non funzionano allo stesso modo. Livigno è fuori dal territorio doganale dell’UE e fuori dall’IVA: il pacco passa in dogana. Campione d’Italia è entrato nel territorio doganale dell’UE il 1º gennaio 2020, ma è rimasto fuori dall’IVA; lì si applica invece l’imposta locale sul consumo di Campione d’Italia (ILCC), con le stesse aliquote dell’IVA svizzera, in genere più basse di quelle italiane. Il comune è un’enclave circondata dal cantone svizzero del Ticino.
Il problema pratico è che quasi nessun negozio lo distingue: il paese è IT, l’indirizzo sembra italiano e il negozio addebita il 22 %. Se hai venduto a quei due CAP, controlla quegli ordini: hai addebitato un’IVA che non andava applicata e l’hai dichiarata nello sportello unico. Succede lo stesso al contrario con un fornitore che ti fattura da lì.
Quale IVA applicare ai clienti in Italia se vendi da un altro Paese dell’UE
È la parte che nessuna tabella riporta, e di solito la vera domanda. L’aliquota che applichi non dipende solo dal Paese di destinazione, ma da quanto vendi ai consumatori degli altri Paesi dell’UE:
- Sotto i 10.000 € l’anno di vendite a distanza verso il resto dell’UE — sommate tra tutti i Paesi, non Paese per Paese — applichi l’IVA del tuo Paese.
- Oltre i 10.000 € applichi l’IVA del Paese di destinazione: 22 % come aliquota ordinaria in Italia, oppure quella ridotta che spetta al prodotto. La dichiari tramite lo sportello unico (OSS) del tuo Paese, senza doverti registrare nel Paese di destinazione.
La soglia somma tutte le tue vendite B2C verso altri Paesi dell’UE e i servizi digitali, e il passaggio non aspetta l’anno successivo: la stessa vendita che supera la soglia porta già l’aliquota del Paese di destinazione.
Se vendi a un’impresa con partita IVA comunitaria valida è un’altra storia: la cessione avviene senza IVA, perché è il cliente ad assolverla nel suo Paese, ma devi verificare il numero su VIES e conservare la prova della verifica.
Come si configura tutto questo in WooCommerce
WooCommerce gestisce le aliquote per paese, ma non distingue le aliquote all’interno di un paese per classe di prodotto né controlla la soglia al posto tuo. Ci sono tre cose da impostare:
- Una classe d’imposta per ogni aliquota che usi, assegnata prodotto per prodotto e non a livello di negozio.
- Validazione della partita IVA al checkout contro VIES per i clienti aziendali, in modo da non addebitare IVA quando l’operazione va per inversione del soggetto passivo.
- Un controllo della soglia di 10.000 €, perché il giorno in cui viene superata le aliquote cambiano di colpo in tutti i paesi contemporaneamente.
Tutte e tre le copre EHERO Woo VAT, che abbiamo creato proprio perché sono i tre punti in cui si rompono i negozi che vendono nel resto dell’Unione Europea.
Due controlli rapidi: verifica la partita IVA del cliente nel VIES prima di fatturare senza IVA, e usa la calcolatrice dell’IVA dell’UE per sapere quale aliquota applicare in ogni vendita.
Vendi in altri Paesi dell’UE con WooCommerce?
EHERO Woo VAT applica l’aliquota di ogni Paese prodotto per prodotto, verifica la partita IVA su VIES al checkout e tiene d’occhio la soglia dei 10.000 € al posto tuo.
Domande frequenti
Qual è l’IVA generale in Italia nel 2026?
Il 22 %, fissato nell’articolo 16 del decreto 633/1972. Sotto ci sono tre aliquote ridotte: il 10 % per gli alimenti preparati, i medicinali, l’alloggio, la ristorazione e il trasporto di viaggiatori; il 5 % per le opere d’arte, i tartufi e il materiale sanitario; e il 4 % per il pane, la pasta, il latte, i libri e la stampa. Il decreto legislativo 10/2026 mantiene tutte e quattro quando sostituirà il decreto del 1972, il 1º gennaio 2027.
Che cosa va al 4 % in Italia e che cosa no?
Al 4 % vanno gli alimenti di base e la cultura stampata: pane, pasta, farine, latte fresco confezionato, burro e formaggi, frutta, verdura e legumi, olio d’oliva, pomodori in conserva, e libri, giornali e riviste, anche digitali se hanno ISBN o ISSN. Anche protesi, sedie a rotelle, apparecchi acustici e abbonamenti. Non scendono al 4 % la carne, il pesce, lo zucchero né il cioccolato, che vanno al 10 %; e l’acqua minerale confezionata, la birra, il vino e il cibo per cani e gatti restano al 22 %.
Vendo in Italia da un altro Paese dell’UE: che IVA applico?
Quella del tuo Paese finché le vendite a distanza verso tutta l’UE restano sotto i 10.000 € l’anno. Superata la soglia, quella del Paese di destinazione (22 % di aliquota ordinaria), dichiarata tramite lo sportello unico.
Devo registrarmi ai fini IVA in Italia?
No, se spedisci solo dal tuo Paese: per questo esiste lo sportello unico. Sì, se tieni merce in magazzino sul posto — per esempio con la logistica di Amazon —, perché lo stock nel Paese fa scattare l’obbligo di registrazione, qualunque sia il fatturato.
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- Aliquote IVA per paese dell’UE nel 2026 — la tabella completa dei 27
- IVA in Francia 2026 · IVA in Austria 2026
- La soglia di 10.000 € nelle vendite a distanza
Tutte le schede per Paese
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- Europa centro-orientale: IVA in Bulgaria 2026 · IVA in Cechia 2026 · IVA in Croazia 2026 · IVA in Polonia 2026 · IVA in Romania 2026 · IVA in Slovacchia 2026 · IVA in Slovenia 2026 · IVA in Ungheria 2026
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- Fuori dal territorio IVA UE: IVA nelle Isole Canarie 2026 · IVA nel Regno Unito 2026 · IVA in Svizzera 2026



